“Il servo dell’uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, andò fuori e vide che un gran numero di soldati con cavalli e carri accerchiava la città. Il servo disse all’uomo di Dio: «Ah, mio signore, come faremo?»” (2 Re 6:15).
La domanda del servo di Eliseo nasce da ciò che vede. È una domanda umana, sincera, realistica. Davanti ai suoi occhi c’è un esercito nemico, una città circondata, nessuna via di fuga. La realtà è dura, concreta, apparentemente senza soluzione. E da quella realtà sgorga il grido: “Come faremo?”.
Ma il servo non riusciva a vedere un’altra realtà, altrettanto vera, anzi decisiva. La Scrittura ci dice che quelli che erano con Eliseo erano più numerosi dei nemici: il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno all’uomo di Dio. Ciò che gli occhi naturali non coglievano, lo spirito poteva discernere.
Eliseo allora pregò il Signore affinché aprisse gli occhi del suo servo. Non chiese che il nemico fosse rimosso, ma che fosse rivelata una verità più alta. Perché mentre la realtà naturale affermava che la situazione era critica, ce n’era un’altra, spirituale, infinitamente più importante e profondamente consolante.
Ci sono momenti nella vita in cui vediamo solo difficoltà, ostacoli, minacce. Momenti in cui la situazione sembra chiusa, senza vie d’uscita, e dentro di noi si decreta l’impossibilità di andare avanti. E spesso, da un punto di vista umano, quella è davvero la realtà.
Ma esiste un’altra realtà che non viene meno: con noi c’è e sarà sempre il Signore della gloria. Con loro c’è un braccio di carne, con noi c’è il Signore, il nostro Dio. Questa è la differenza che cambia tutto.
Sappi che tutto l’esercito del nemico, tutto il suo accanimento contro i figli di Dio, tutti gli imprevisti e le prove che sopraggiungono, non potranno mai vincere la potenza e la volontà di Dio. Nulla sfugge al Suo controllo, nulla può annullare il Suo disegno.
Quando il cuore domanda ancora: “Come farò?”, il Signore apre i nostri occhi spirituali. E lo Spirito Santo comincia a ricordarci le grandi cose che Dio ha già compiuto nel nostro passato, rafforzando la fede nel presente. Attraverso la Parola, Egli ci parla di speranza, ci rassicura che ha ancora tutto sotto controllo e ci dona pace al cuore.
“Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro.” Questa è la certezza che sostiene il cammino del credente, anche nei giorni più difficili.
S. T.


