Vangelo di Matteo 24:14
“Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.”
[dropcap]Q[/dropcap]uesto verso, tratto dal Vangelo secondo Matteo, è inserito in un contesto chiaramente escatologico, che presenta aspetti e avvenimenti degli ultimi tempi.
Il Signore Gesù ha affidato alla Sua chiesa fedele il ministero di annunciare l’Evangelo, affinché questa salvezza sia resa prossima, accessibile, alla portata di ogni uomo.
Più avanti, nello stesso capitolo, leggiamo che quando tutto ciò sarà compiuto, verrà il tempo della seconda venuta del Signore, questa volta per stabilire la Sua giustizia.
Un aspetto importante che possiamo cogliere da questo passo è che la grazia, della quale oggi partecipiamo nel tempo favorevole della pazienza di Dio, giungerà a un punto in cui il tempo non ci sarà più.
Il bisogno di rifugiarsi sui monti – figura della santificazione personale – la necessità di non tornare indietro a recuperare ciò che è rimasto in casa, o il mantello dimenticato, ma piuttosto guardare avanti… sono immagini chiare che annunciano che la testimonianza sarà tolta, ritirata dal mondo, rapita!
“Vi è un tempo per ogni cosa” – leggiamo in Ecclesiaste 3.
Così, vi sarà anche un tempo in cui il tempo finirà:
– Non ci sarà più tempo per scegliere,
– non ci sarà più tempo per provvedere alla fede dell’altro,
– non ci sarà più tempo per ravvedersi.
In Ebrei 6 è scritto che coloro che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo, e hanno gustato la buona Parola di Dio e le potenze del mondo a venire, ma poi sono caduti… non vi è più possibilità di ricondurli al ravvedimento, perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio, esponendolo a infamia.
Questo gesto – così vicino al rinnegamento – è come se annullasse l’efficacia del sacrificio unico e irripetibile di Cristo.
Ma non è il sacrificio a perdere potenza: sono le nostre inadempienze, il nostro voltare le spalle, a renderlo inefficace per noi.
Ecco perché vi sarà un tempo in cui non ci sarà più tempo.
Il kronos – il tempo che passa – definisce scelte, posizioni e identità. È lo spazio in cui si manifesta l’opera di Dio nei nostri cuori.
Il nostro desiderio è di compatire, cioè soffrire con Cristo, partecipare al Suo sacrificio per gustare il dono celeste e correre verso il traguardo della superna vocazione.
Una vocazione che non nasce da convinzioni umane o da autoconvincimenti, ma da una sincera e genuina conversione.
Una conversione che ci porta a desiderare una cosa sola: continuare l’opera che il Signore ci ha affidato, andare per il mondo e predicare l’Evangelo per la salvezza di chiunque crede.
Dio ci benedica!
Shalom.
Francesco Smarazzo


