La sapienza di Dio e la sapienza del mondo
1 Corinzi 1:18.
Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 1 Corinzi 1:18
[dropcap]A[/dropcap]scoltare l’evangelo per la prima volta, predicarlo al tuo vicino di casa, al tuo collega di ufficio, al tuo compagno di scuola, spesso il risultato di come esso viene recepito, non è proprio come ci aspettavamo. Annuiscono, comprendendo che il nostro “racconto” è molto spirituale e decisamente fluente, d’altronde tutti siamo “cristiani”, ma viene assorbito subito come fosse una favola, come “follia” ai giorni di oggi, come se ancora c’è qualcuno che crede a queste leggende del passato. Pertanto, per la stragrande maggioranza di coloro che ci circondano nel mondo, il vangelo viene recepito come “pazzia”, e la fine di questi, non potrà che essere una sola, se non viene predicato con la Sua reale potente efficacia!
Ma per noi che abbiamo creduto in Cristo, il vangelo è proprio la manifestazione della potenza di Dio, è non è a fatto un semplice “racconto”, ma è il messaggio più importante, più efficace e più potente che l’uomo al giorno d’oggi possa ricevere, per ottenerne il grande e prezioso beneficio della salvezza eterna!
Dunque, perché spesso nel predicarlo, non riusciamo a farlo proprio come vorremmo? Cosa stiamo sbagliando? Perché ci deridono? Qual è l’approccio corretto da usare per una eloquente evangelizzazione?
Per me, l’opera della predicazione è la vocazione più alta e gloriosa alla quale una persona possa essere chiamata! Oggi, il più urgente bisogno della Chiesa cristiana, è quello di una predicazione autentica: e se questo è vero per la Chiesa lo è altrettanto per il mondo contemporaneo. D. Martyn Lloyd-Jones.
[dropcap]L[/dropcap]a predicazione andrebbe presa sul serio. Quando predichiamo l’evangelo, il primo approccio di testimonianza vivente, è quello della nostra vita. Così come noi ci presentiamo e agiamo ogni giorno, questa è la prima vera evangelizzazione. Il mondo osserva il cristiano, il mondo mette alla prova e cerca di capire se c’è qualcosa di vero in noi, se veramente in noi scorre quella “luce” di cui tanto parliamo e predichiamo. Cercano costantemente di verificare se si tratta di pura pazzia, o se c’è infondo qualcosa di vero alla radice!
Non vi è mai capitato di sentirvi dire: “ma tu non eri quel cristiano che dicevi?” “ma tu non eri quello che predicava e diceva così e così, etc…?” – magari soltanto per aver sbagliato in un piccolo punto, subito si è additati in relazione a quanto precedentemente predicato.
Il tuo comportamento, le tue risposte, le tue gesta, il tuo parlare, il tuo rispondere, è tutto subito messo alla prova!
Il miglior modo di predicare la Parola di Dio, è di annunciarlo con la testimonianza vera ed efficace della propria vita quotidiana.
In secondo luogo, non da meno, cogliere l’attimo pungente, cogliere l’attimo delicato e appropriato per dire quella frase così adatta che colpirà il cuore di coloro che ci ascoltano. Ecco, questo, se fatto con la guida e l’aiuto dello Spirito Santo, avrà certamente successo. Allora saranno gli altri che inizieranno a farci delle domande, e noi risponderemo! Risponderemo a tutto ciò che chiederanno, probabilmente non con una preparazione “teologica” sufficiente, ma di sicuro, con una preparazione spirituale ottenuta, il giorno in cui abbiamo scoperto di non essere più cechi, ma di aver ottenuto la vista mediante la liberazione dal peccato!
Allora Gesù cominciò a dire ai discepoli: “… in quel momento Dio vi suggerirà quello che dovrete dire, perché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Vangelo secondo Marco capitolo 13.
Il susseguirsi della testimonianza della propria vita, la predicazione della Parola fatta con l’efficacia della guida del Signore, porterà a un sicuro e veritiero risveglio spirituale nell’individuo che riceve il lieto messaggio dell’Evangelo.
Ogni forma di evangelizzazione, è indispensabile…
Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. 2 Timoteo 4.
… non dovremmo mai stancarci di parlare di Gesù a coloro che non lo conoscono. Usare il giusto approccio può essere un buon auspicio a far si che chi riceve l’evangelo, lo riceva con incisività, e non in maniera disordinata. Spesso il primo approccio che molti usano, per evangelizzare è quello di parlare agli altri con il terrore la paura e l’afflizione imminente di un apocalisse che sta per avvolgere la terra e tutti i suoi abitanti. Prima di tutto ci terrei a precisare che l’apocalisse, non è un libro di terrore, cioè non è quindi “apocalittico” (nel significato ironico del termine) come spesso lo si interpreta, ma è un libro di speranza e di gloriosa vittoria; il popolo di Dio e lui solo, ne godranno i benefici insieme a Gesù il loro Signore. Ma di certo non è con la paura o il terrore che vogliamo persuadere le persone. In questo modo non coglieremo il bersaglio. Vogliamo testimoniare, sì con la pazzia della predicazione, ma presentando l’amore e quando parliamo di amore, parliamo dell’amore di Dio, l’amore di Gesù il Suo Figlio e l’amore della beata speranza per cui Egli stesso ci ha chiamati.
L’evangelo per noi è “potenza” per la salvezza di ogni uomo, e pertanto come tale, vogliamo PREDICARLO, in tempo e fuori tempo.
Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. Romani capitolo 1.
Samuele Dinaro
Libro consigliato: Predicazioni & Predicatori, D. Martyn Lloyd-Jones



